Archivio news per anno

  • I NUOVI ASSETTI ORGANIZZATIVI DELL'IMPRESA: CONTROLLARE PER CRESCERE
    13/11/2019

    Si terrà giovedì 21 novembre 2019 l'incontro di approfondimento "I nuovi assetti organizzativi dell’impresa: Controllare per Crescere - Novità in materia di Organizzazione Aziendale, Responsabilità e Obblighi degli Amministratori" organizzato da UpLex, presso Villa Contarini Nenzi, via Guizzetti 78/82, 31030 Dosson di Casier, Treviso.

    La partecipazione è gratuita, maggiori informazioni sezione Eventi.

  • GDPR Un anno dopo: come superare le visite ispettive
    08/10/2019

    Dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. 101/2018, norma di armonizzazione del Codice Privacy con il Regolamento Europeo, il Garante – atteso un periodo di assestamento - ha dato il via alle tanto temute ispezioni, pubblicando i propri programmi ispettivi semestrali. 

    Quest’ultimo ha pertanto disposto, solo per il secondo semestre 2019, ben 100 controlli da effettuarsi a partire dai settori di particolare visibilità e/o da quelli che trattano un elevano numero di dati. Tra gli altri, società di marketing, e-commerce, di profilazione (anche mediante l’uso di carte fedeltà e newsletter), del settore sanitario privato e del food delivery.

    Detti interventi, svolti principalmente dalla Guardia di Finanza, non sempre sono annunciati da una preventiva comunicazione a cui poi segue l’accesso, ma spesso vengono realizzati a sorpresa o nel corso di diversi accertamenti in cui la Guardia di Finanza è già impegnata.

    Considerato che l’attività ispettiva può scaturire anche a seguito di denunce afferenti alla illegittimità del trattamento dei dati personali, significativo è il dato rilevato dal Garante a cui, sino al 30 giugno 2019, sono pervenuti oltre 9800 reclami e segnalazioni.

    Al fine di poter superare l’accesso ispettivo senza l’applicazione di sanzioni – che si ricorda possono raggiungere sino al 4% del fatturato annuo dell’esercizio precedente - è richiesta preparazione e predisposizione di documentazione a supporto di un sistema in linea con i principi di accountability e compliance, ovvero che evidenzi la costante e continua responsabilizzazione dell’impresa e la sua conformità nei riguardi della tutela dei dati personali, sia relativi ai dipendenti che a tutti i terzi, sviluppata secondo un modello di privacy by design. 

    Per fare ciò, è necessario comprendere come trattare -ossia acquisire, conservare e cancellare- la documentazione detenuta dall’azienda, predisporre strumenti di ausilio quali privacy policies aziendali, disporre delle informative sottoscritte con i consensi, effettuare la verifica e il controllo dei dati personali trattati oltreché la valutazione di misure di sicurezza volte a preservare la riservatezza dei dati personali.

    Ogni azienda è pertanto tenuta non a utilizzare documenti pre-confezionati o moduli standard, bensì è chiamata ad effettuare un’analisi costante della propria personale realtà secondo i criteri di adeguamento previsti dalla normativa europea, mirati alla consapevole tutela della riservatezza dei dati personali secondo i principi di liceità, trasparenza e adeguatezza.

     

    Dott.ssa Isabella Albrizzi

  • E SI CONTINUA A PARLARE DI PASSAGGIO GENERAZIONALE
    12/09/2019

    L’unione Europea, consapevole della importanza del passaggio di governance nelle imprese, sin dalla raccomandazione 94/1069/Cee sulla successione delle PMI aveva sollecitato gli Stati membri a rendere più efficienti le norme che disciplinano il trasferimento aziendale alla morte dell’imprenditore.

    In Italia gli interventi normativi sul punto sono alquanto ingenerosi e per alcuni aspetti- si pensi ai patti di famiglia- avvinti da diverse criticità operative.

    Si può tranquillamente affermare che ad oggi la pianificazione del passaggio generazionale si deve più alla capacità e creatività di esperti professionisti di adattare diversi istituti e operazioni societarie alle peculiarità e alle specifiche esigenze del caso trattato, che alla produzione del nostro legislatore.

    Qualcosa però si sta muovendo e il disegno di legge 1452/19 presentato al Senato il 5 agosto 2019, propone l’introduzione nell’ordinamento italiano di una legge che disciplina il contratto di affidamento fiduciario che, come si legge nello stesso disegno di legge “sarebbe l’occasione per l’Italia di proporsi quale guida a numerosi Paesi di civil law intendono «avere il trust», ma vogliono rimare all’interno della propria tradizione  giuridica, e di tornare a essere esportatrice e non più solo importatrice di innovazione legislativa.”

    In un recente scritto di Guido Corbetta è stato sostenuto che le esigenze da considerare nel processo di successione di una impresa familiare sono: (ì) garantire la continuità dell’azienda con una leadership meritevole, in grado di produrre risultati positivi; (ìì) garantire l’equità patrimoniale tra gli eredi senza che questo significhi una ripartizione patrimoniale uguale in tutte le sue componenti; (ììì) ridurre al minimo i rischi di litigi tra i familiari della nuova generazione.

    Gli strumenti attraverso i quali dette esigenze possono trovare soddisfazione, mantenendo tra loro un corretto equilibrio, in modo che nessuna di queste prevalga sulle altre sono molteplici, spaziando dalla predisposizione di adeguate strutture societarie,  dalle diverse forme di governance, dagli statuti societari redatti in aderenza a quelle che possono essere le specifiche esigenze familiari, in considerazione della peculiarità ed attitudini dei suoi componenti, passando poi a strumenti quali i trust, i patti di famiglia, la costituzione di diritti reali, per non parlare degli atti testamentari.

     La morte dell’imprenditore, o del socio di riferimento, molto spesso compromette il futuro dell’impresa, perché non sempre i discendenti dell’imprenditore hanno le stesse capacità del loro predecessore.

     In Italia operano 218.000 imprese con ricavi sopra un milione e di queste l’82% sono a carattere familiare. Si stima che in Italia almeno 400 miliardi di euro di patrimonio mobiliare saranno coinvolti dal passaggio generazionale nei prossimi vent’anni e, a questi, va aggiunto il patrimonio immobiliare, nonché il patrimonio aziendale che fa capo ai soggetti interessati.

    Il fenomeno della successione nelle imprese familiari è quindi di grande rilevanza non solo dal punto di vista strettamente numerico, ma anche se si considera che non meno del 50% di queste non arriva alla seconda generazione.

    Evidente quindi, come si diceva in un convegno tenuto qualche anno fa da Uplex, che è necessario trasformare un evento- la morte dell’imprenditore- in un processo, ossia pianificare il cambio della guardia senza incorrere, anche dal punto di vista fiscale, in sgradite sorprese.

     E lì dove l’imprenditore non mette in atto alcuna strategia accade che la devoluzione del suo patrimonio è regolata dalle norme del Codice civile, con tutte le conseguenze del caso, ma soprattutto con evidente pregiudizio per l’impresa e la sua sopravvivenza.

    Si pensi al caso di due fratelli che in pari quota subentrano nella proprietà dell’impresa paterna, con il rischio- fondato- di una comune conduzione della stessa, causa spesso di litigiosità generata da una divergenza sugli obbiettivi da raggiungere, sui progetti da perseguire e sui metodi con i quali realizzarli.

    Il passaggio generazionale è un processo pluriennale in cui entrano in gioco numerosi fattori: fiscali, amministrativi, giuridici, senza sottovalutare i rapporti personali tra le persone coinvolte che vedranno sovrapporsi la realtà familiare con quella aziendale. Il processo per governare il passaggio di testimone nell’impresa familiare deve esser pianificato e strutturato in maniera preventiva perché sempre più spesso coincide con la ridefinizione della strategia aziendale.


    Avv. Maria Laura Dalla Giustina

  • OBBLIGO NOMINA ORGANO DI CONTROLLO O REVISORE PER LE SRL ENTRO IL 16 DICEMBRE 2019
    28/06/2019

    Il D.Lgs n. 14/2019 c.d. “Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza” ha introdotto nuovi limiti per la nomina dell’organo di controllo o del revisore in capo alle società a responsabilità limitata, limiti successivamente modificati dalla Legge 55/2019, in G.U. il 17 giugno 2019 n. 140, di conversione del D.L. 32/2019.

    Ai sensi dell’art. 2477 del codice civile le Srl hanno l’obbligo di nominare l’organo di controllo o il revisore se:

     

    a) sono tenute alla redazione del bilancio consolidato;

    b) controllano una società obbligata alla revisione legale dei conti;

    c)  hanno superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti:

     

        - totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro;

        - ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro;

        - dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 20 unità.

     

    Le società che hanno superato tali limiti devono provvedere entro il 16 dicembre 2019 a nominare l’organo di controllo o il revisore e, se necessario, ad uniformare l'atto costitutivo e lo statuto alle nuove disposizioni.

     

    Tale obbligo di nomina dell'organo di controllo o del revisore cessa quando, per tre esercizi consecutivi, non è stato superato alcuno dei predetti limiti.

     

    dott.ssa Monica Bianco